—Può darsi.
Giulio scappò in furia al Numero cinque.
—Voglio insegnare a quel villano,—borbottava fra sè,—che non è questa la maniera di trattare colla gente seria.
Clementino era proprio alla trattoria Numero cinque. Giulio lo scorse subito a una tavola con un altro, e due donnette galanti. Ma appena Giulio lo vide, le sue furie invece di aumentare, si calmarono un poco.
—Vieni avanti, vieni avanti,—esclamò Clementino colla bocca piena.—Ti presento alla Rosa e all'Annetta!
Appena finita la presentazione, Giulio si avvicinò all'amico e gli domandò ansioso all'orecchio:
—E così?...
—Che cosa?...
—Il Vacchetti?...
—Ah!... Ci son stato due volte da quel pela-merli!—rispose l'altro gridando in modo che lo sentivano tutti nella sala, e i vicini si voltavano, mentre Giulio, diventando rosso, gli faceva segno in fretta di parlar piano.—Ci son stato due volte: è in campagna, è andato ai freschi. Ma niente paura. Torna stasera, e domattina alle dieci,—ti va bene alle dieci?—vengo io a trovarti all'ufficio, col morto.