—La dignità! Le memorie del passato! I giuramenti! Tutta roba bella e bona... ma per chi ga tanto in pentola, da poter dire le proprie ragioni!... A borsa vuota e a digiun, sono... mincionerie!...—Minchionerie inperdonabili! E in quanto alla mia eredità, non stia a far calcoli; il suo nome, sul mio testamento, non lo vede di sicuro!... Sarà questo per la sua punizion... e po'... Poi non son più giovane, è vero, ma forse una certa persona di garbo e di talento potrà preferire alla bellezza passeggiera dell'aseno, la devozione di una sposa fedele, congiunta al tenero cuor di una madre!

La Mary voleva resistere, resisteva ancora e lasciava sempre gridare la zia a sua posta, senza mai risponderle nulla; ma una sera Giulio si era aggravato, il bimbo aveva fame, la cameretta squallida e fredda mancava di tutto, e la Filomena, che avea sempre preso, tacitamente, le difese della Mary le mormorò anche lei a bassa voce:

—Bisogna cedere, padrona, il Signore vuol così!... Non ci aiuta più.

La Mary, disperata, proruppe in pianto, mormorando convulsamente:—padre mio!... Mamma mia, perdonatemi!

Sul tardi venne Donna Lucrezia come al solito, ma quella sera uscì raggiante dalla povera soffitta.

—Corocochè!... La Regina delle Antille anderà in scena di sicuro!

La Mary vinta, non dal proprio dolore, ma dal dolore dei suoi, aveva ceduto, e sarebbe stata posta di mezzo Donna Lucrezia per la riconciliazione.


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