La faccia verde del signor Bianchi si colorì a un tratto.
—Ecco... è appunto intorno a ciò che avrei buone notizie. C'è chi sarebbe disposto a trattare con lei.
—Il barone Castagneto?...
—No: qualche cosa di meglio... di molto meglio!
—Saperlotte!...
—Sarebbe un grosso banchiere di Livorno. Un mio corrispondente. Ma non ho voluto sciuparlo per la bagattella di duemila lire.
—Ha fatto benissimo!... Prende un cognac, signor Serafino?—Cameriere!... Cognac!
—Troppa bontà!... Appena ha udito il nome del signor marchese, m'ha detto Bep...—il signor Bianchi si corresse a tempo,—Serafino,—m'ha detto,—ti lascio trattare per sessantamila lire!
L'ufficiale ebbe una scossa che gli fece saltar la lente fuori dell'occhio, ma l'altro tirò dritto, imperturbabile.
—E quali sono le condizioni?—ho soggiunto io, volendo battere il ferro, mentre era caldo.