Ma l'altro non lo lasciò finire: spalancò le braccia, mormorando con un singulto:—Altro che frutti!... Altro che rinnovo!... Siamo traditi!... Un momento fa ho ricevuto lettera da Livorno. Cose terribili: non rinnovano più niente!

Cheèh!—rispose il marchesino impallidendo e curvandosi, quant'era lungo, per guardare in viso il signor Serafino.

—Ah, signor marchese, signor marchese!... mi lasci parlare.... non mi chiuda più la bocca come l'altra volta: è il matrimonio della sua signora madre che rovina lei, che rovina ogni cosa! Non se n'abbia a male, eccellenza, perdoni il mio ardimento, ma al punto in cui siamo bisogna dir tutto;—devo dir tutto.

—Si spieghi.

—Ma....

—Avanti!

—La gente d'affari è sospettosa, paurosa....

—Avanti!—ripetè Stefano battendo i piedi.

—E la fiducia... è riposta soltanto nell'eredità dell'illustrissimo signor marchese di Collalto.

—Questo si sapeva! Ebbene?...