—Chi sa?... Forse per questo... forse,—e qui il signor Bianchi marcò le parole e lisciò il cappello ancora più adagio e ancora più forte,—forse.... per qualche altra ragione.... chi sa?...
L'ufficialetto camminò su e giù per la stanza, colla testa bassa e battendo gli sproni, ad ogni passo. Anche il signor Bianchi stava pensieroso, a capo chino. Non si lustrava più il cappello, che avea messo sopra una seggiola accanto, ma gli anelli d'oro delle dita. A un tratto Stefano gli si fermò dinanzi, e gli domandò a mezza voce:
—Se si facesse la proposta a quello di Livorno.... di portare il suo credito a settan.... a settantacinquemila lire?
—Sarebbe uno sproposito. Se perde la fiducia c'è il rischio che alla fine dei tre mesi non voglia più rinnovare le cambiali.
—Questo è impossibile!—esclamò l'altro vivamente.—È obbligato a rinnovarle! Non è vero, signor Serafino che è impossibile? Che non farà questo tiro?
—Eh!—balbettò l'agente d'affari stringendosi nelle spalle, e alzando gli occhi al soffitto,—speriamo che non lo faccia!
La risposta non era troppo rassicurante; ma c'erano ancora due mesi di tempo alla scadenza, e il ragazzo non voleva cominciare a inquietarsi così per tempo. Del resto era convinto che quella titubanza fosse una tattica dell'omino per farsi valere, e guadagnare un'altra provvigione. Fatta una scrollatina, accese una spagnoletta; e persuaso che con quella gente lì non bisognava mai mostrare di averne troppo di bisogno, se ne sbrigò con poche parole:
—Lei ha capito, signor Bianchi. Se mi può trovare qualche migliaio di lire, ci sarà un buon regalo.
Il signor Bianchi se ne andò mogio mogio, senza dire quando sarebbe tornato, ma il marchesino era sicuro di rivederlo presto coi danari in tasca. Invece non si fece più vivo, se non una settimana prima dello spirare dei tre mesi. Nel frattempo Stefano di Collalto avea vissuto di espedienti; aveva venduto il tilbury, i cavalli (anche quello che gli rimaneva da pagare per metà) oltre a due selle inglesi.
—Senta,—furono le prime parole ch'egli rivolse al signor Bianchi appena lo vide entrare, senza osservar subito che era vestito molto dimesso e aveva il viso stravolto.—Senta, ella mi deve trovare la piccola somma occorrente per i frutti del rinnovo delle sessantamila lire, o ottenermi almeno che quello di Livorno, aggiunga i frutti al ca....