—Nessuno ha diritto di occuparsi e di parlare di un matrimonio che non è stato ancora partecipato,—rispose Stefanuccio seccamente,—e ciò non deve entrare nei nostri affari.
Il signor Bianchi si scusò, mostrandosi mortificato.
—Ora, da lei, non voglio sapere altro che una cosa: potrei avere due o tremila lire, senza firmare nessuna cambiale?
—Non vuol sapere altro che questo?... Ebbene, no, signor marchese.
Stefano si scosse a quella risposta, si turbò, e guardò bene il signor Serafino.
—Nemmeno.... millecinquecento?... mille?...
—Oggi sa, eccellenza, gli ufficiali sono un po' in discredito presso la gente d'affari.
—Ma io.... io non sono il primo venuto.
—Nella società, nell'alta aristocrazia; ma sulla piazza, mi spiace doverlo dire, il suo nome non è più così solido, come due o tre settimane fa.
—Come mai?... Perchè ho perduto al giuoco qualche migliaio di lire?...