—Allora guardi bene,—e gli porse una cambiale.—Può capire chi abbia falsificato il suo nome?

Il marchese Diego fissò gli occhi sulla firma, poi, facendosi livido, borbottò più col moto istintivo delle labbra, che non colla voce, alcune parole, che l'altro afferrò a volo.

—Suo nipote?—domandò piano, andandogli più. vicino.—Suo nipote?...

Il marchese si lasciò cadere sopra una poltrona: pareva fulminato.

Pompeo sospirò profondamente, gli prese una mano, e la strinse forte per fargli coraggio.

—Le dico il vero, sospettavo qualche cosa di simile.... Per questo mi sono preso la libertà di scriverle preventivamente, e ho voluto parlarle in persona, così tutto può rimaner segreto fra noi due. In pari tempo ho l'onore di offrire i miei servigi al signor marchese, dato il caso che... le facesse comodo la dilazione di alcuni giorni al pagamento.

Il vecchio, alla parola pagamento, saltò in piedi infuriato.

—Dilazione?... Pagamento?... Che pagamento?... lo non pago niente!... Nemmeno un soldo!...

—Ci penserà, signor marchese, ci penserà meglio, e muterà proposito. Se così facesse, il marchese Stefano sarebbe rovinato irreparabilmente.

—Me ne lavo le mani!... non lo riconosco più!... una canaglia! un truffatore!... non lo riconosco più.!... non voglio più averci che fare!... me ne lavo le mani! me ne lavo le mani!—e il vecchio girava per la stanza, accompagnando l'atto alle parole.