Il vecchio guardò fisso l'ex-portinaio, poi storcendo la bocca e alzando le spalle con un moto significantissimo:—A mia disposizione,—pensò,—per strozzarmi di sotto mano;—ma pensò soltanto e non disse niente di simile: tornò invece a sfogarsi contro il nipote.

La sua collera era tanto più terribile quanto meglio egli capiva che in fondo il Barbarò non aveva tutti i torti, e che per la gente, per l'onore del nome, per continuare ad essere ben accolto e rispettato in società, avrebbe dovuto finir col pagare.—Pagare ottantamila lire per i vizi di un ragazzaccio antipatico, e che adesso sentiva di odiare!... Pagare ottantamila lire perchè la madre di quello sciagurato non era mai stata altro che una romantica senza testa!...

—E se non... se non si pagano, che cosa succederà?—domandò alla fine, a denti stretti.

—Prima il protesto, poi, scoperta la falsificazione delle firme, l'arresto personale.

Il marchese Diego trasalì suo malgrado.

—E... ci sarebbe tempo... fino domani alle due?...

—Domani e anche dopo; tutto il tempo che vuole!—esclamò Pompeo con un inchino.—Mi basta una sua parola, signor marchese. Con una sua parola metto le cambiali, come si dice, sotto il calamaio!

Diego di Collalto borbottò alquanto, guardò in fretta l'orologio, poi si rivolse nuovamente al Commendatore.

—Vado subito a Gallarate a prendere mia nipote... la condurrò qui da lei.... Sentiremo, vedremo che cosa ha in animo di fare.

Gli occhietti loschi del Barbarò sfavillarono, e le sue guance avvizzite si accesero subitamente.