"Lo zio Diego."

Angelica divorò la lettera in un attimo; gli occhi che erano asciutti, le divennero aridi, quand'ebbe finito. Si alzò subito, si vestì in fretta, scese, ma si fermò per domandare al portiere se non erano venute altre lettere per lei, e alla risposta negativa, volle sapere l'ora della seconda distribuzione.

Alle undici ore e metzo,—rispose il portiere con forte accento tedesco.

Angelica pensò allora che la lettera di Andrea l'avrebbe trovata tornando, mandò a prendere un brum, e si fece condurre di corsa dallo zio.

Il marchese Diego, sebbene avesse scritto di essere rimasto sveglio tutta notte per riflettere, invece dormiva sempre, a quell'ora, e dormiva saporitamente. La lettera, senza dubbio, era stata preparata e consegnata la sera al cameriere, perchè fosse mandata la mattina dopo al suo destino.

—Entrate dal marchese, ditegli che gli devo parlar subito.

—Ma...—osservò timidamente il cameriere, rimanendo tuttavia un po' scosso dai modi e dall'aspetto della signora marchesa.

—Ditegli che mi riceva pure in camera, senza alzarsi.

Il cameriere, che avea fatto entrare la marchesa nel salotto, se ne andò per annunciarla al padrone, ma non tornò tanto presto.

—Mi ha detto che resti servita....