—Se tu stesso hai sempre riso, quando non ti ci sei arrabbiato, a proposito della nobiltà del signor Pompeo?
—Oh bon Dieu, non metterti adesso a farmi il processo su tutto ciò che ho detto, su tutto ciò che ho fatto! Avrò riso... in principio; ma la nobiltà è come il vino: invecchiando si fa buona, e ha il gran vantaggio, sul vino, che invecchia più presto. E poi—il marchese mal suo grado tradì, a questo punto, un certo dispetto—i tempi son mutati... Non è più l'età delle Crociate, ma delle Banche, e i costumi son democratici in questo, che tutti i titoli sono uguali: basta averne uno!... Anzi, sono gli stemmi più nuovi, quelli che brillano di più. In fine, parliamoci chiaro, che cosa mi offriresti in cambio delle ottantamila lire che dovrei pagare?... di diventare la signora Martinengo presso la Direzione delle Ferrovie dell'Alta Italia!
—Almeno avrei un nome onesto!—rispose Angelica a cui, in quel febbrile contrasto, più diminuivano le speranze, e più cresceva il coraggio.—E questo è un titolo che il tuo... protetto, non ebbe, non ha, non avrà mai!
Essa era sdegnata; le lacrime che le spuntavano dagli occhi rilucenti, si asciugavano tosto sulle guance infocate.
—Chè, chè, chè, bellezza mia! i fortunati non sono mai disonesti! Tutti lo ammirano il tuo... pretendente; tutti lo stimano, lo cercano, lo accarezzano...: presidente di qua, consigliere di là, assessore, sindaco, commendatore.... Che vuoi di più?... il re lo ha creato nobile, e il suffragio popolare lo ha eletto deputato!
—Ma tu che sei tanto tenero del mio nome, che è il tuo, del mio onore, che è il tuo, non pensi a ciò che il mondo, non il mondo di quella gente, ma il nostro, dirà di me se mi vendo... e di te se mi costringi a vendermi?
—Io non ti costringo, ti consiglio soltanto per il tuo meglio. In quanto al mondo, che deve dire? Il mondo, e a ragione, si meraviglierebbe moltissimo se, anche astrazione fatta da tuo figlio, e dai tuoi doveri di madre, tu fossi così matta da preferire un Martinengo, fosse pur nominato capostazione, a un Barbarò di Panicale!...
—Ebbene,—proruppe Angelica accendendosi nuovamente, e nuovamente lasciandosi sfuggire dall'anima ciò che prima avea cercato di nascondervi,—ebbene, se tutto ciò non ti convince, non ti scuote... pensa che lo amo tanto da morirne!... Sì... sì...—Non vederlo più....—E la sua voce fu coperta dai singhiozzi.
--Sciocchezze!—borbottò il vecchio con un'alzata di spalle.—Sciocchezze!... tutte sciocchezze! Tu corri sempre da un estremo all'altro, mentre al mondo, sapendo fare, si può accomodar tutto benissimo!—Non vederlo più!... Chi ti dice, chi ti impone di non vederlo più?...—E il vecchio sorrise, guardando la marchesa in un certo modo, che poteva esprimere molte cose.—Dammi ascolto, nipotina bella, compi il sacrificio per tuo figlio, cosa che farà molto onore al tuo cuore, e non lasciarti sfuggire Don Pompeo, cosa che farà molto onore alla tua testa. Poi, con quattro moine, farai ciò che vuoi di tuo marito, e con un buon cuoco, avrai il mondo dalla tua. Il mondo vedendoti a Panicale esalterà la tua virtù; sapendoti dipendente dagli uffici dell'Alta Italia, sarebbe inesorabile. Ed è naturale: il mondo è indulgente coi ricchi perchè ne ha bisogno; d'altra parte non pretende virtù... impossibili; gli basta un pochino di prudenza. Se tu saprai menager la posizione... don Pompeo... è invaghito di te, io me ne intendo, s'è presa un'ubriacatura da non vederci più.... Con un po' di, mettiamo pure, di abnegazione da parte tua, farai tutti contenti, e potrai esser contenta anche te. Diamine!... Se il prender le cose come fai te, agli estremi, fosse regola comune, tutto il mondo sarebbe sossopra, invece vedi bene, che ci si vive tranquillamente e in buon accordo. Impara dalla contessa di Nave; quella è davvero una brava donna; tutti l'ammirano, la rispettano e fanno la corte a lei.... e al Vidolengo!
Angelica, durante queste parole, aveva sempre guardato lo zio tra indignata e stupefatta.