Avrebbe fatto male, malissimo, a non darsi pace. Quella donna non gli aveva mai voluto bene, come voglion bene le donne quando amano veramente. Anche la prima volta un mare di lacrime, e poi subito la rassegnazione!... In seguito scrupoli, delicatezze, rimorsi senza costrutto.... Mai vedersi, scriversi solamente e, in fine, dopo tanto soffrire, dopo tanto aspettare, dopo tanto sperare, di nuovo un mare di lacrime, e un altro abbandono per salvare suo figlio!... A pensarci c'era da diventar matto... ma non voleva pensarci! non ne metteva conto: essa gli aveva volato bene soltanto colla testa. Le piaceva di sfoggiare sentimento, poesia, ecco tutto. Figurarsi!... in tanti anni, un bacio, proprio un vero bacio, glielo aveva dato quel giorno per la prima volta. Anche lui, del resto, era stato stupido la sua parte. Le donne sono... come si prendono!... forse, se l'avesse presa diversamente, adesso non sarebbe stato più al caso di sposarne un altro. Tant'è, quel signor Barbarò gliela doveva pagar cara.
—Oh, voglio incontrarlo... e solo che abbia il coraggio di guardarmi in faccia, gli rompo il grugno!...
In quel punto venne innanzi Giuseppe sotto il portico e si fermò a due passi dal padrone con una gran paura addosso e la bocca che non gli voleva star chiusa: era agitato da un fiero dubbio; doveva attaccare anche quella sera per condurre il padrone al villino, o non doveva attaccare?
Gli altri giorni il signor maggiore gli diceva subito dopo pranzo: "Attacca, Giuseppe!... attacca! svelto!" Ma quella sera niente!... Non andava proprio al villino, o non avea dato l'ordine credendo che non ce ne fosse bisogno?—Attaccare?... e se faceva male? non attaccare?... e se faceva peggio?...
—Che c'è?—gli chiese Andrea seccato di vederlo lì fermo impalato.
Giuseppe col viso spaurito e ridente balbettò in fretta:
—De-de-devo attattatatac...
Ma il padrone non lo lasciò finire.
—No! Va via!—e Giuseppe sparì come un lampo.
Andrea tornò a dimenarsi sulla poltrona borbottando. Nell'atto innocente del buon Giuseppe, egli ci vedeva sotto un monte di secondi fini: la smania di curiosare, di pettegolare, di voler sapere se lui andava o non andava al villino, di scoprir terreno.