—El diventa matt, el diventa?
—Maledette le villane!—pensò tra se il Martinengo uscendo uggito dal Caffè d'Italia,—puzzano d'aglio!...
Si avviò a caso per lo stradone dritto e lunghissimo che metteva a Gallarate... ma voltò subito, come se lo avesse preso il capogiro. Quella vista, la vista delle prime casette di Gallarate, che si indovinavano da qualche lumicino sparso nell'oscurità, in fondo allo stradone, era stata per lui come un lampo interno nell'anima; un lampo vivo, di tempesta.
—Auf!... Andiamo a dormire!...
—....E quell'altra che mi sta qui a due passi, può tener duro senza scrivermi!... è proprio risoluta come l'altra volta!... ci sono delle donne che provano voluttà a sacrificarsi, che provano gusto a piangere... quella lì è del numero!
Entrò in casa, soffocava; salì per le scale, senza lume, a tastoni: soffocava. In camera sua (quell'animale di Giuseppe si era dimenticato di aprir le finestre) soffocava ancora di più!... Trovò sul tavolino i fiammiferi, e accese il lume. Il letto, la camera, non erano preparati per la notte; non era mai andato a dormire tanto presto.
—Giuseppe!... Giuseppe!...—Giuseppe era fuori.
—Quando torna,—borbottò Andrea arrabbiatissimo,—gli voglio dare una strapazzata da levargli la pelle!—Aprì la finestra, levò la coperta di colore dal letto, poi cominciò a spogliarsi. Il letto gli pareva un rifugio: aveva fretta di addormentarsi; tutto in quella camera, gli parlava di Angelica! Essa non c'era mai stata, ma tutto gli parlava di lei: i ritratti, i fiori, la copertina per i piedi, il guancialino colle cifre A. M.; e un ombrellino della marchesa, ch'essa aveva rotto nel fare una passeggiata insieme con lui.
—.... Bisogna mettere tutta questa roba in una cassetta, e rimandargliela domattina colle sue lettere. E pensò di scrivere l'indirizzo: Alla marchesa di Collalto, senza mettere il nome Angelica. Essa avrebbe capito perchè non lo voleva più scrivere quel nome: Angelica non c'era più!
Si cacciò nel letto... ma sul comodino c'era un altro ritratto; una fotografia colorata: aveva l'abito bianco, la giacchettina azzurra, il cappello, la cravatta dal fiocco grandissimo; come quella mattina che l'aveva incontrata presso il Casino delle Romilie.