—Siss.... si-signore!

Andrea canterellò, per non far capire a Giuseppe di essere infelice.

Morir sì bella e pura....

—Lettere.... niente?

—Noss.... signore. Sososolo il giornale!

—Che c'è da ridere, imbecille?! va via!—e Andrea, mentre Giuseppe se ne andava in fretta, continuò a cantare:

Morir per me d'amore....

Ma cantava a denti stretti.

Finalmente gli venne un'idea; sarebbe andato a vedere com'era questa famosa Ninetta del Caffè d'Italia. Tutti a Nuvolenta, compreso il cappellano, ne andavano matti!... se proprio non fosse stata il diavolo... perchè no?

Il Caffè d'Italia, come lo chiamavano pomposamente a Nuvolenta, non era altro che uno spaccio di liquori, messo in voga dalla Ninetta, la ragazza che stava al banco, belloccia per una certa freschezza vispa e atticciata. Attorno a lei, in fatti, facevano la ruota tutti i tacchini, e ronzavano tutti i mosconi di Nuvolenta. Andrea non c'era mai stato, e non le aveva mai parlato: ci andò quella sera, e tracannò un paio di bicchierini di zozza; ma si comportò con un'impertinenza così sprezzante, e fu libero di modi e sboccato a segno, da far impermalire la ragazza e arricciar il naso agli avventori.