"E oltre a tutto questo, un baco perfido e insidioso rode fino alle ossa Francesco Alamanni: il baco della poesia. Cospiratore, rivoluzionario, soldato, uomo privato e uomo pubblico, Francesco Alamanni è stato e sarà sempre, e sopra tutto poeta; e questa è la ragione precipua della nostra piena... sfiducia.
"....Anche noi, da giovani, siamo stati poeti, e... (perchè non confessarlo?) abbiamo avuto la debolezza di scrivere versi!... Erano quelli i giorni amari dell'esilio.... I giorni in cui, perseguitati dalla bieca signorìa che imperava colle verghe e coi patiboli, miseri, sfiniti, andavamo a chiedere, peregrinando, fra i nostri fratelli della riva gioconda:
La carità d'un obolo di rame!
"Sì, allora noi pure eravamo poeti, e dalla cetra ribelle usciva l'inno audace che non vagiva querulo... saettava!... Ma adesso, dopo la esposizione finanziaria di Quintino Sella, cessaro i canti! L'Italia ha bisogno ormai d'impratichirsi nell'aritmetrica e non nella metrica.... Alla Camera non si deve fare poesia e tanto meno tirare schioppettate o preparare barricate.... Oh, se così fosse, noi pure voteremmo unanimi per il valoroso candidato dei nostri avversari! Ma invece, vi saranno, fra molte altre, anche le leggi agrarie da discutere, e vi sono i bilanci da votare... ed è per ciò che, onestamente, raccomanderemo agli elettori di Panigale di eleggere Pompeo Barbarò; l'uomo sorto dal popolo, e che conosce il popolo nelle sue virtù, nei suoi difetti, ne' suoi bisogni; l'uomo che si è creato, col lavoro assiduo e intelligente, un ricchissimo patrimonio, mentre invece il signor Alamanni (sia detto col maggior rispetto) ha finito, o quasi, tutto il suo.
"Elettori di Panigale, ricordate bene: l'Europa non è che un gran vulcano: in questo momento una politica di avventure sarebbe fatale per la patria.
"Votate, dunque, per Pompeo Barbarò.... Mandate alla Camera gente che sa fare i conti; buoni amministratori amanti dell'ordine e devoti sinceramente alle istituzioni.... senza l'equivoco degli ideali!"
L'avvocato Gian Paolo Serbellini e gli amici della Colonna di fuoco tornarono da capo, dopo quest'altro articolo del Moderatore, per cercar di scuotere maggiormente il Cammaroto. "Che cosa mai gli era successo?" pensavano tra loro. "Pareva un altro; non aveva più la foga d'un tempo... si mostrava tentennante... Non sapeva risolversi a risponder chiaro, a smascherare il Barbarò e quel gesuita in guanti gialli dello Zodenigo!.. Che il frate... si fosse lasciato conquidere?..."
Tuttavia, come le altre volte, capitarono ancora in ufficio col Moderatore in tasca; ma le loro facce parevano più lunghe, e se le parole eran quasi le medesime, il tono era più fiacco, e avevano il sorriso amaro, come di gente sfiduciata.
—Hai letto, Salvatore?