Infatti al telegramma di Francesco Alamanni, accettante la candidatura, egli rispose, come si vantava, conservando la forma e la misura.

"Facciamo il saluto delle armi al nostro illustre avversario, dolenti che l'accanimento di un partito affatto sprovvisto di idee pratiche di governo e in cui certo non vi ha grande abbondanza di statisti, non abbia esitato a trascinare in una lotta ingloriosa un bravo soldato, un carattere indubbiamente integerrimo."

E così, cominciato l'attacco, il Moderatore proseguiva più spedito all'assalto.

"Alea jacta est.... (scriveremo latino anche noi, visto che il latino minaccia di diventare la lingua ufficiale dei nostri avversari) Alea jacta est... e discutiamolo subito, come uomo politico, come legislatore, il signor Francesco Alamanni. Discutiamolo educatamente, ma per lungo e per largo, quantunque i democratici abbiano questo di comune coi clericali... la proclamazione dell'infallibile, anzi degli infallibili, perchè non si accontentano di un papa solo, ma fanno papa 'Ogni villan (pardon!) che parteggiando viene!'

"Discutiamolo dunque, come uomo politico, questo candidato, scelto e proclamato proprio all'ultimo momento, e che per ciò, volendo rispondere a chi ci accusava di aver presentata una candidatura-sorpresa, potremo chiamare, alla nostra volta, il candidato della disperazione!.... Discutiamolo e cominciamo dal chiedere, a chi ce lo sapesse dire: Chi è?... Che cosa vuole?... Che cosa farà?...

"Chi è?... Un onorevole superstite della gloriosa rettorica del quarant'otto... che contribuì a fare l'Italia, ma che adesso basterebbe da sola a disfarla.

"Un vecchio mazziniano, onestamente convinto, un ingegno superiore... ma sempre nelle nuvole, a cui, per ciò, è sfuggita affatto l'evoluzione moderna.

"È anche un bravo soldato...—e chi lo vuol negare? Ma dall'essere un bravo soldato all'avere la stoffa di un buon legislatore (e sopratutto di un prudente legislatore) ci corre.... Oh se ci corre!

"Che cosa vuole?... L'impossibile.—Che cosa farà?... La confusione, il disordine, preludiando, a forza d'ideali, e sempre in buona fede, magari anche alla guerra civile.