—Un... mi avete capito!—continuò poi l'avvocato.—E subito dopo la povera ragazza fu abbandonata.... Ma quando in appresso la Rosetta diventò madamigella Flora, il professore tornò a frequentarla... nelle ore ch'essa aveva libere!... Ecco, Salvatore mio: questa è la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità!
—Bravo Gian Paolo!
—Hai detto benissimo!—esclamarono tutti gli altri, in coro.
Il Cammaroto fremeva di sdegno.... Tuttavia era ancora perplesso; avrebbe voluto aspettare di aver le prove in mano che il Barbarò era proprio stato una spia, denunciando Giulio Alamanni e Nicola Mazza, per schiacciare, con un colpo solo, lui e lo Zodenigo.... Ma d'altra parte l'articolo del Moderatore, e tutto il gridare degli amici, gli mettevano il fuoco addosso. Guardò la moglie, che rossa, scarlatta, barbottava imbizzita per quel baccano irriverente che si faceva attorno al direttore. Guardò Peppino Casiraghi, e vide bene dal modo come scrollava il capo, che il cronista teneva dalla parte dell'avvocato Serbellini.
—Che ne dici, Polonnì?
—Una 'annonata e non ti 'onfondere!—esclamò la signora con un'alzata di spalle molto significativa all'indirizzo del sullodato Gian Paolo e compagnia.
—Mi pare che da un poco in qua le riceviamo noi le cannonate... nella schiena!—brontolò Peppino, mettendosi di malumore a correggere le bozze.
—In fatti dicono che il fuoco della colonna comincia un poco a raffreddarsi,—soggiunse ghignando il Nannarelli.
—Davvero?—esclamò il Cammaroto prorompendo in una risataccia di sfida.—Dicono così?... davvero davvero? E scotendo la zazzera si sedette di colpo al tavolino, afferrò la penna, tirò su la manica dell'abito fin quasi al gomito, e cominciò a scrivere in mezzo alla prima cartella, mentre la signora Apollonia gli metteva dinanzi il bicchier d'acqua e il fazzoletto turchino:
"Il Candidato della Disperazione."