Cocle avvolge Ferdinando, sempre tremante, nel suo mantello, lo conduce con sè vicino alla poltrona, siede, fa inginocchiare Ferdinando dinanzi a lui, recita una breve preghiera e lo benedice.
Calmatevi, raccoglietevi, da bravo, e incominciate.
Ferdinando sempre tremante e convulso; in fretta.
Ancora... molte volte con la Gnesella... La Regina sta malata!... È peccato, ma non è adulterio, vero? È adulterio soltanto quando si è colti sul fatto e con persone della nostra condizione, vero?
Cocle.
Procurate di non aggravare il peccato con lo scandalo!
Ferdinando.
No, no, no! Scandalo mai! Ho fatto velare la nudità delle statue... Coprire le nudità dei quadri...
Cocle.
E poi? Avanti!