gli dà la mano, poi si tocca senza parere la reliquia sul petto.
Me fa tanto piacere! Anche Teresa, la Regina — ringraziando 'a Madonna e Sant'Alfonso — sta benissimo. Andremo tutti a Gaeta, dopodomani. D'estate è bello sta vicino a 'u mare. Fa più fresco pecchè sul mare tira sempre un poco di venticello. Ho molto da fare in questi giorni. Mia sorella viene con me; la Duchessa di Berry viene con me; Popò viene con me! Ho molto da fare in questi giorni!
in atto di congedarlo, senza dargli la mano
Bravo, don Alberto! Statti buono; ti ho visto con tanto piacere.
Verolengo umilmente, piegando un ginocchio a terra.
Maestà! Vostra Maestà, si degni di ascoltarmi!
Ferdinando cambia espressione: lo guarda serio, torvo.
Verolengo alzandosi.
Io sono colpito dalla vostra disgrazia: ho provato la mia innocenza, ma sono rimasti i sospetti e l'avversione. Mi vedo sorvegliato, spiato... Eppure vi sono sempre stato e vi sarò sempre devoto e fedele! Lo giuro, Maestà! Il giorno nel quale ho lasciato il Piemonte e sono venuto qui per seguire la mia povera Regina, ho dimenticato di essere un Piemontese: sono stato, sono e sarò sempre suddito vostro. È un'ora terribile, questa... Eppure spero... Spero in Voi, nella vostra clemenza... E un giorno vedrete, forse, che i miei nemici, non sono i migliori amici vostri!
Ferdinando ironico.