Si asciugò le lacrime, facendo uno sforzo per cercarlo, per vederlo, per seguirlo sempre….

Egli era solo solo, colla nostalgia profonda di quel primo tramonto, in quel deserto di acqua bigia e di cielo buio; e allora Cammilla non soffrì più del proprio dolore, ma soltanto della nuova tristezza di lui, e con uno slancio supremo di tutta l'anima, di tutto il suo amore, di tutti i suoi baci, gli disse ancora, non per sè, ma per lui, come a consolarlo ed a rinfrancarlo, perché non si sentisse più solo in quel mare immenso; in quel mare ignoto:

—Io sì! Io sì! Io sempre!

Quella sera, appena scodellata la minestra, il signor Daniele scese nel fondaco. Si avvicinò allo scrittoio, si fermò un istante ancora titubante, poi risoluto, aprì l'uscio di colpo.

Maddalena ebbe appena il tempo di nascondere il fazzoletto col quale si asciugava gli occhi e di rimettersi a scrivere.

—No, no, Maddalena; non aver paura di me… Vedi… anch'io come soffro, come sono ridotto.

Il signor Daniele si mise a sedere sul canapè, si trasse la moglie vicina, se la strinse forte contro il petto e le disse ancora con tutta l'angoscia del suo cuore di babbo, con tutta l'effusione della sua timida e grande bontà:

—Non fingere più con me; non fingere più. Oggi abbiamo tanto bisogno
di sfogarci insieme. Nelle stanze di sopra, non mi posso vedere:
Temistocle, Gian Maria… non fanno altro che ridere e scherzare.
Lasciami star qui con te…

E avvicinandosi di più, le bisbigliò pianino all'orecchio:

—Sai?… quella tua storia, di quel giorno, non l'ho mai creduta!….