—Mi sono abbastanza fatto il sangue guasto con… quello là! Se non vi siete proprio messi in testa di farmi crepare, abbiate; un po' di carità, e meno discorsi.
—Ma, scusa—insisteva il signor Daniele sommessamente—deve cominciare l'anno di volontariato fra pochi mesi.
—Il volontariato lo farà invece Gian Maria. È un tanghero che ha bisogno di svegliarsi e di rinforzarsi. Del resto, quando io, colla, mia testa, e io l'ho sempre avuta sulle, spalle, ho pensato una cosa, vuol dire che tutte le altre… le ho già messe, in regola.
Il signor Daniele diventava, pallido, taceva succiandosi il dito spellato.
—E voi, invece di fare opposizione, dovreste ringraziarmi… e benedirmi.
—Io non faccio nessuna opposizione—balbettò Daniele dopo un momento.—Soltanto vorrei capire meglio la tua idea. Vuoi imbarcarlo? Per dove?… Come?… Vuoi farne… un marinaio?
E a, mano a mano anche Daniele si riscaldava, alzava la voce. Per la prima volta sentiva in sè quasi un soffio di ribellione; il suo cuore si rivoltava, e anche la sua coscienza: non poteva, non doveva abbandonare Giacomino. Giacomino, che sarebbe stato punito così ingiustamente, così barbaramente, perché aveva taciuto, perché lo aveva salvato.
No! no! Doveva difenderlo; doveva salvarlo alla sua volta; lo doveva come padre e come galantuomo.
—Vuoi allontanarlo dalla famiglia, dalla casa?—ripigliò, dopo un momento, vincendo il tremito e l'affanno che gli soffocavano la voce.—In fine, non ha commesso nessun delitto.
Il petto poderoso della signora, Maddalena ebbe un sussulto, che essa fermò e represse a fatica, colle due mani.