—Non pensavano altro che a divertirsi, a far festa, a buttar via quattrini a cappellate! Lei sola aveva nel sangue, come quel pover'uomo di suo padre, l'amore al lavoro e alla casa!…

E non usciva: anche tutto quel giorno sola soletta, intirizzita, rimaneva nel suo bugigattolo, scartabellando lo scartafaccio, e passando e ripassando il portafoglio delle cambiali. In quell'androne chiuso, durante il pomeriggio di Natale, il silenzio era profondo e cupo: e soltanto in fondo, nel buio, crepitava il lampadino acceso dinanzi alla Santa Casa di Loreto.

II.

La ditta Monghisoni commerciava in olio, formaggio, aringhe salate, baccalà, ma lavorava molto anche in cambiali. Il saggio dello sconto variava dall'otto al dieci per cento.

—Tutto sommato—esclamava la signora Maddalena—un poco più un poco meno, quello che si paga anche alla Banca; e posso vantarmi che per onestà, dopo morto quel bonomo di mio padre, come me non c'è nessuno.

Ma «la ditta» non ammetteva, nè rinnovazioni, nè pagamenti parziali, nè acconti sul capitale.

—Io sono puntualissima ne' miei impegni; e tutti devono essere puntualissimi con me. Regola generale!

In questa idea la signora Maddalena si era intestata in modo che non c'era verso di smuoverla: non lo faceva per avarizia, ma quasi per puntiglio. Magari, di lì a poco, tornava a prestare la stessa somma ed anche una più grossa, ma il giorno della scadenza—regola generale—bisognava pagare.

Il sarto di casa, un vecchio portinaio di via San Barnaba, era venuto per vestire d'inverno tutti i Trebeschi; e la signora Maddalena gli stava appunto rifiutando la rinnovazione che il povero diavolo le domandava per una sua cambiale di novantacinque lire.

—Capirà, signora Maddalena, può farmi questo favore! senza arrischiar nulla: fra pochi giorni, quando le porto gli abiti fatti, lei stessa si tratterrà le novantacinque lire sul mio conto.