Ma questa volta la signora Maddalena non fiatò. Continuava a fissare Giacomo, immobile, muta: quando la signora Maddalena guardava uno dei giovani del fondaco in quel modo, la sera si facevano i conti e il disgraziato era messo in libertà.

E infatti essa ripensava a un suo progetto che da anni le mulinava in testa per quel ragazzaccio. Altro che il volontariato! Lo avrebbe imbarcato come mozzo sopra una nave a vela: gli avrebbe fatto fare il giro del mondo. Suo padre non voleva? Voleva lei, e basta.

—Hop! hop! hoplà, là!—continuava a gridare il monello.

Essa a un tratto, mentre le passava vicino, lo, afferrò per i capelli, lo arrestò scotendolo con violenza.

—Scimmiotto!—borbottò fremente.—Va via! Fuori dei piedi!—e lo buttò lontano, verso la porta del fondaco.

Il ragazzo alla sua volta impallidì.

—Sì! Anche subito—rispose.—Anche sul momento. Sono un uomo, e non ti riconosco il diritto di trattarmi come un cane, d'insultarmi in questo modo. Hai capito?—e si piantò diritto in faccia a sua madre, fissandola pallido, ma sicuro.

Maddalena lo squadrò dal capo ai piedi; a un tratto si sentì confusa da quell'occhio limpido, ceruleo, che la fissava, abbassò lo sguardo…. e scorse allora, per la prima volta, la ciocca colorata di un fazzoletto di batista che spuntava dalla tasca di Giacomino.

—Che roba è questa?—Di nuovo aggrottò le ciglia, ficcò due dita nella tasca, ne tirò fuori lentamente il fazzoletto impregnato di acqua, di Colonia, dietro al quale schizzarono via, e ruzzolarono in terra un porta-sigarette d'argento ed un ritratto di donna.

—Che roba è?—ripetè la madre con una intonazione.—Roba mia.