E le due vecchiette, inginocchiate a' suoi piedi, vicine vicine, come per dar più forza alla loro preghiera, come per unire in uno solo il loro fervore e il grande affetto per il loro Pierino, balbettavano colla voce fioca, tremante, rotta dalle lacrime:

Ora pro nobis….

Ora pro nobis….

PARTE SECONDA

LA BARAONDA.

I.

Due seccature, una leggera, l'altra assai grave e pericolosa, turbavano il buon umore e il successo del direttore delle Risorse italiche, segretario generale della Cisalpina. La seccatura piccola, un'inezia, ma insistente, irritante come la punzecchiatura di una mosca, era Paolo Jona colla sua Durlindana. Ormai la Navigazione e Matteo Cantasirena facevano le spese di tutto il giornale umoristico. Appena affisso il manifesto del Comitato, la Durlindana, subito, era uscita con una grande caricatura a colori: Mosè salvato dalle acque. E Mosè, si capisce, era Matteo Cantasirena, le acque i debiti, le cambiali, i protesti; l'Arca, la Cisalpina, le vele il giornale le Risorse italiche, gonfiate dal Prefetto, che soffiava fondi segreti.

—Ragazzacci viziosi e sgrammaticati!—Matteo Cantasirena diventava furente, ma si arrabbiava fra sè, soltanto fra sè. Rispondere? Sfidare? Dar querela?… Avrebbe fatto ridere di più alle proprie spalle. Però, il vecchio giornalista fingeva, con sprezzante noncuranza, di non vedere, di non leggere mai la Durlindana, tanto "quel giornalaccio" era volgare, e senza spirito!

Non così, per altro, egli avrebbe potuto comportarsi alla seccatura più grossa: la guerra che faceva alla Cisalpina quel maledetto boemo "trasudante col sudiciume, i milioni e le canagliate!"

—Col Kloss non si può scherzare!