E si trattava appunto di Francesco Kloss, e l'odio, la guerra che gli faceva il Kloss, egli la metteva in conto di un altro regalo che gli venisse da Nora.

Il Kloss, adescato e poi rimasto a bocca asciutta, non potendo vendicarsi contro "madama Du Barry" si sfogava contro la Cisalpina.

—Beneficate!—brontolava lo zio Matteo.—Raccogliete le orfane dei vostri amici, e avrete in ricambio l'ingratitudine, sempre l'ingratitudine!

Era vero che Francesco Kloss, abbandonando il solito riserbo, s'era buttato accanitamente contro la Cisalpina, e i giornali radicali, avversari dell'impresa, più che per altro, per ragioni politiche e per mire elettorali, si facevano forti de' suoi giudizi, della sua aperta ostilità. Uno, fra gli altri, aveva appena pubblicata l'intervista di un reporter col commendatore Francesco Kloss a proposito delle "manovre nautico elettorali di Primarole". E l'intervista era riuscita tanto più impressionante per il tono burlesco. Il Kloss non faceva altro che ridere e sghignazzare, assicurando, che per conto suo avrebbe sempre aspettato l'acqua della "Cisalpina…. per correre ad annegarsi!" E il reporter riferiva il motto preciso, nel suo dialetto internazionale:

"Mi aspettassi cuell'acqua, per cour diretto a neccar!"

Ma nella guerra mossa dal tedesco alla nuova impresa non entrava affatto la "macchina a tispiasé" come egli chiamava la duchessa di Casalbara. Forse gli era rimasto per Nora un senso di dispetto, di antipatia unito alla diffidenza, ma ci voleva ben altro per muovere il Kloss, in pro o contro un'impresa, e per spingerlo a fare ciò da cui era sempre rifuggito quasi con terrore: parlare coi giornalista, trattare coi giornalista, concedere interviste ai giornalista!

Per indurlo ad un passo così avventato era occorso tutto il suo odio di razza contro gli "imbrojamestee" degli affari, della speculazione. E più ancora: tutto il suo proprio, il suo vero, il suo solo interesse!

Quella "carnevalata" della Navigazione Cisalpina poteva di contraccolpo, suscitare diffidenze, timori nel pubblico per le grandi speculazioni della Borsa, per gli affari sul serio, insomma per gli affari della banca Kloss e C.

Cunt i tannée del pubblich se scherza no!—dichiarava il Kloss senza più ridere nè sghignazzare, perchè istintivamente, per abitudine, i denari del pubblico li considerava già suoi.

Le Risorse italiche non raccolsero il fiero attacco di quell'intervista. Soltanto il giorno dopo, recavano al posto d'onore "in corpo nove" un avviso interessante, ch'era anche una stoccata.