—Si spara contro il Kloss?
—Già,—rispose Cantasirena, tenendo sollevata, colle mani incrociate sulle reni, la gran coda del soprabitone, e tornando a girar su e giù, dimenandosi, pompeggiandosi maestosamente.—Già, quattro parole per quello zingaro… banchiere! L'intervista è stata brillante; faremo anche noi un articolo allegro.
—Un po'… di Durlindana,—sogghignò il Perego che si godeva di tanto in tanto a ricordarla, appunto perchè quell'altro se ne rodeva.
—Scriva, senza interrompere!
Il Perego, si tirò il cordoncino del pince-nez dietro l'orecchio, e tutto umile, senza più fiatare, col muso basso, pronto colla penna sulla carta, aspettò che l'altro incominciasse.
—Scriva il titolo: Imperial Regio radicale: e sotto, tra parentesi: Spezzatino alla boema…. E di seguito, senza mai fermarsi, Matteo Cantasirena dettò l'articolo, parlando prima lentamente, pausando, col gesto e l'enfasi di un predicatore, poi alzando la voce a mano a mano, accalorandosi, pestando i piedi, lanciando invettive e minacce: ansava, sudava, tremolava tutto… ma non si fermava mai.
Mariano Perego lo seguiva a stento, colla penna che volava, scricchiolava sulla carta. Ad ogni periodo approvava col capo, mormorando "bene…. molto bene…. benissimo…." Infine scoppiò in un potente "maraviglioso" mentre, rizzandosi, arrovesciandosi sulla poltrona si fregava le mani con una stropicciata lunga, fragorosa, echeggiante.
E il Perego era sincero nel suo godimento! Oh, il bel pancione formidabile e incrollabile, come lo vendicava di quella folla di galantuomini così spietata e inflessibile contro di lui debole, contro di lui solo e vinto!
—Leggiamo tutto: da capo a fondo.
Il Perego lesse l'articolo con arte, con enfasi, e Matteo Cantasirena, brandito un lungo tagliacarte ne seguiva la lettura accennando ai punti, alle pause, agli "a capo" come un direttore d'orchestra.