—Vuol costringerci a vendere, perchè avrà il suo interesse: È per il suo interesse che non vuol perdere le buone occasioni!

E Nora, lì per lì, pensò di consigliare e di imporre a suo marito di affidarsi ad un altro amministratore.

Quando rientrò nel suo palazzo, il maestoso portiere dalla lunga barba bianca, si era messo in gran livrea.

Nora sospirò. Anche quel magnifico portiere avrebbe perduto! Eppure era stata una delle tante attrattive del duca di Casalbara, una delle attrattive che l'avevano indotta a sposarlo!

Non era con quel palazzo dal grande giardino ch'essa aveva cominciato a fare all'amore? Col palazzo dall'antico cancello di ferro, dallo stemma dorato e la corona ducale e il magnifico portiere che pareva il re della contrada?

Quante volte era passata di là!… Quante occhiate furtive dentro a quel portone, sotto l'atrio a colonne o nel cortile immenso! E quanti sorrisi di compiacenza, di orgoglio pensando: Sarò io la duchessa! Sarò io la padrona!

Invece doveva venderlo! Non poteva goderlo, in pace, nemmeno per un giorno! E perchè? Perchè suo marito si era rovinato col giuoco, colle donne, col Kloss.

Che trionfo per il Laner… e per quel mostro di Evelina!…

Si fermò, ancora sospirando, sul ripiano del grande scalone di marmo, dal morbido tappeto, colle pareti a specchi, a stucchi dorati, coi fiori olezzanti nei vasi enormi!…

Tutto le pareva ancor più bello, più ricco, più grande! Che dolore! Che dolore! E che desiderio, che brama di tutto conservare! Avrebbe dato una parte del suo sangue, della sua vita! Come si vendicava quel Kloss, per non aver essa mai voluto saperne delle sue licenze, delle sue confidenze, de' suoi abbracci!… E dire che essa lo aveva sempre creduto uno straccione in confronto del duca di Casalbara!…