"Se il Vigliani avesse voluto, avrebbe potuto salvarla"—pensava Nora, e continuava a guardarlo, a fissarlo, a supplicarlo cogli occhi, senza parlare.
—Le domanderei soltanto di aspettare qualche mese…—balbettò infine.—Lei così buono, che ha sempre avuto tanta affezione…. per noi…. Pensi al mio amor proprio: Ho tanti nemici! Riderebbero di me!… Invece, lasciando passare qualche mese, preparando la notizia a poco a poco, farebbe minor impressione. Lei è tanto buono; ha sempre avuto tanta affezione per mio marito; ne abbia un po' anche…. per me!
E la duchessa gli si avvicinò ancora di più, col bel viso acceso, molle di lacrime.
Quel vecchio ragioniere dai baffi e dalle fedine tinte, quel vecchio grasso, volgare e sudicio, gocciolante; un sudore untuoso, non le destava nè ribrezzo, nè repulsione. Era l'uomo che poteva conservarle, almeno per qualche tempo, il palazzo di Milano, la villa di Casalbara, la sua grandezza, il suo sfarzo!…
Ma non aveva fortuna! Il Vigliani rimaneva affatto insensibile: meglio ancora, non vedeva niente, non capiva niente. Il Vigliani era un uomo d'affari, non aveva in mente altro che i debiti, le cambiali… e il poco tempo che aveva da perdere.
Quando sospirò e guardò la duchessa con un certo intenerimento, fu soltanto per dirle:
—Un buon cerusico dev'essere senza pietà. Se non ha mai voluto ascoltarmi suo marito, mi ascolti lei, che ha tanta intelligenza. Parlo per il bene di entrambi. Oggi, infine, non c'è da disperarsi. Se non il lusso, le rimane ancora una certa agiatezza, che moltissimi le invidierebbero. Domani, sarebbe certo una rovina estrema, irreparabile.
Ma la signora duchessa continuava a tacere, a gemere, a guardarlo, a fissarlo… e non si moveva: allora egli lanciò un'ultima occhiata all'orologio e si fece coraggio, alzandosi di colpo.
—Devo correre al tribunale, per un consiglio di famiglia…. Sono già in ritardo.—E facendole mille scuse, domandandole mille perdoni, accompagnando la signora duchessa fin sulla scala, tornò a profondersi in inchini, in proteste, in complimenti.
Nora, quando uscì dalla casa del ragioniere, era furente.