Infatti il bigliettino era pressante:

"Ho gran bisogno di parlarle. Mio marito è a letto ammalato. Temo ne avrà per molti giorni. E proprio in questo momento in cui sono oppressa da mille imbrogli di affari e d'interessi, che non arrivo nemmeno a capire!

"Del nostro ragioniere non ho certo a lodarmi…. e mi persuade fino a un certo punto! Sono sola, non so che cosa fare, nè a chi rivolgermi. Procuri di venir subito: sentirà, vedrà, mi potrà dare qualche consiglio. Sto in casa apposta ad aspettarla."

Nora calcolò il tempo che poteva impiegare il servitore ad andare…. e il Kloss a venire…. e intanto si cambiò di vestito perchè colla corsa della mattina e col caldo si era tutta sciupata. Pensò, guardò, scelse e indossò una sua veste da camera leggerissima, morbida, tutta di crespo rosa e di merletti, e per aver più fresco, per riposarsi, allentò un poco i capelli, tanto che scrollando il capo con forza si sarebbero sciolti sulle spalle come un'onda d'oro.

Francesco Kloss era alla banca: vista appena la lettera, a buon conto, fece dire al servitore che era fuori:—poi la lesse, la rilesse, accendendosi in volto, cogli occhietti torvi, da satiro, che luccicavano…. Intravvide il pericolo e fissò immediatamente il suo piano, facendo un saltetto e una sghignazzata, per scuotersi, per stordirsi.

Mi andassi supito a Carlsbad tomani mattina: ma per cuella matama mi partissi stasera!

Pure bisognava rispondere. "Cuella matama" al presente, era la duchessa di Casalbara, era la moglie di un suo amico, gli aveva scritto, stava a casa apposta ad aspettarlo e bisognava rispondere.

Rilesse la lettera….—sentirà, vedrà, mi potrà dare qualche consiglio….—Penissimo!—In questo posso servirla!

E fece chiamare il signor Galli.

Il Kloss non aveva mai detto niente al suo procuratore delle cambiali del Casalbara. Erano piccoli affaretti del portafoglio particolare. E come al suo procuratore non ne aveva parlato prima, tanto meno ne parlò adesso!…