Il Kloss pregò soltanto il Galli di volersi recare il giorno dopo, in vece sua, dalla duchessa di Casalbara: gli disse che la duchessa voleva essere consigliata, aiutata nella sua amministrazione, perchè aveva il marito ammalato ed era malcontenta del suo ragioniere, e concluse galantemente:
—Tranne tanee, tutt coss a sua tisposizion!
Rimasto solo, tornò a fregarsi le mani.
—Matama ha bisogno di un racioniere? Penissimo! Le mandassi il mio!—E scrisse subito alla signora duchessa—per non farla restare in casa inutilmente—una lettera molto gentile.
"Essendo quel giorno occupatissimo per un'importante seduta alla banca e dovendo partire alle 5.50 per Carlsbad era spiacentissimo di non poterla vedere. Ma la mattina dopo sarebbe venuto da lei il suo procuratore generale, il signor Ambrogio Galli, coll'ordine espresso di mettersi in tutto e per tutto a sua disposizione. Il signor Galli era una persona molto seria, e di molto valore. La signora duchessa poteva fidarsene interamente. Avrebbe avuto tutti gli schiarimenti e tutti i consigli, e tutto l'aiuto che sarebbe stato del caso." Il Kloss la pregava di salutare, a suo nome, il caro amico Giovanni, che sperava di trovare al suo ritorno pienamente ristabilito, le riconfermava i sensi della sua profonda stima e devota amicizia, dichiarandosi sempre pronto "all'onore di servirla in tutto ciò che la signora duchessa potesse desiderare" e finiva col baciarle ossequiosamente la mano.
Nora, leggendo quella lettera, impallidì, con un'espressione sinistra, iraconda.
—Villano!…
Ma poi si calmò.
Le mandava il suo procuratore generale?… Con quali istruzioni?…
Certo coll'ordine, almeno, di rinnovare le cambiali.
"Avrebbe avuto tutti gli schiarimenti, tutti i consigli; tutti gli aiuti che sarebbero stati del caso…." Almeno le cambiali sarebbero state rinnovate!