Lungo il corridoio incontrò la signora duchessa che ritornava in giardino, ridendo e scherzando con monsignor Meneguzzi e con Pio Calca.
Nora gli passò vicino. Il Laner, arrossendo, si fermò, s'inchinò.
La duchessa, a testa alta, gli lanciò un'occhiata ironica, sprezzante e rispose a monsignor Meneguzzi che gli aveva domandato piano all'orecchio chi fosse il Laner:
—È uno dei tanti mangiapani della Cisalpina!
Pietro udì quelle parole: geloso di quei due, offeso da Nora, ebbe un impeto di collera.
—Signora, scusi!… Signora!—e la raggiunse per dirle…. per dirle che?
Niente. Non seppe dir più una parola e rimase confuso, intimidito quando si trovò dinanzi alla duchessa fiera, sdegnosa che lo fissava cogli occhi scintillanti, provocanti, sotto l'ombra cupa del largo cappello di paglia nera.
—Che vuole, signor Laner?
—Scusi…. duchessa,—balbettò—Volevo domandarle…. Parto domattina.
Ha qualche ordine per Milano?
—No! Nessun ordine!—E la Casalbara tirò diritto sotto braccio a Pio Calca. Il Laner sentì, quand'essa fu lontana, uno scoppio di risa, trillante, squillante: