A un tratto l'occhio di Nora, quantunque essa parlasse pianino con Sua Eccellenza, girò più lontano attorno alla tavola e a un certo punto si fermò con un sorriso, un saluto impercettibile, carezzevole.

Pietro, di volo, colse, seguì quell'occhiata e incontrò il bel viso da sposa di monsignor Meneguzzi che faceva a sua volta l'occhiolino alla duchessa, ma divotamente, compuntamente.

—Anche col prete!…—borbottò il Laner, e geloso, sospettoso, girò coll'occhio attorno alla tavola….

Tutti la guardavano, la fissavano, tutti! E Nora, sempre intenta, affabile, graziosa con Sua Eccellenza, aveva pure uno sguardo, un sorriso, una parolina, anche per tutti gli altri.

—Come sa fingere!… Come è civetta! Civetta!—sospirava Pietro.—Ma com'era bianca, bionda, bella e come tutti la ammiravano, la divoravano!

Pio Calca, fissandola, trasudava, gocciolava; il Fontanella restava a bocca aperta; il Brunetti strabiliato, stimava col Palazzoli il valor delle perle e dei brillanti; Gesualdo Arcangeli trinciava l'aria col pollice, come per segnare la perfezione delle linee, la magnificenza del busto;… il marchese Duranti, colla lente ficcata nell'occhio, la mirava cupido, rabbioso, e il dondolìo della testa si faceva più forte….

Soltanto Evelina e il dottor Foresti non si occupavano punto di Nora; parlavano fra di loro; fra di loro si capivano. Forse avevano sbagliato a non unirsi; entrambi avrebbero fatto maggior fortuna…. Ma erano ancora in tempo per stringersi in lega, nell'interesse comune….

Evelina intanto, scroccava al medico un piccolo consulto. Dopo pranzo si sentiva un po' gonfia, un po' oppressa. Una volta il bicarbonato le faceva tanto bene, adesso…. più niente! E fissando il dottore, con una grande e misteriosa tenerezza negli occhi, bisbigliava:

—Di me…. non vogliono saperne…. nemmeno i rimedi!

—Proveremo con una presina di magnesia e di bismuto—le suggeriva il dottore, con un'inflessione di voce insinuante.