Quando ebbero raggiunto la piccola stradetta fra le due rive spesse di ontani, Nora si fermò un momento per respirare, all'ombra: poi ripresero il cammino…. l'uno a fianco dell'altro.
Anche Nora, adesso, taceva; era diventata pensierosa. Riandava il suo passato! Come era stata ingannata! Come si era ingannata!… E come aveva agito male con Pietro, col povero Pietro, in quel suo orgasmo, in quel suo impeto, in quella sua smania di ricchezza, di grandezza, di fasto!… Povero Pietro!—E Nora pensava a quell'altra passeggiata…. all'ultima passeggiata che avevano fatto insieme a Milano…. ai giardini…. dietro il Museo…. e rivedeva il viso pallido, straziato dall'angoscia…. sentiva quella voce rotta dall'amore, dal dolore e dalle lacrime.
—Povero Pietro!
Si voltò, guardò in fondo alla piccola stradetta, guardò innanzi…. non c'era nessuno.
—Povero Pietro!—gli si appoggiò al braccio amorosamente, si alzò in punta di piedi e lo baciò.
Pietro, sussultando, strinse Nora, tutta Nora, fra le braccia con un impeto di passione.
Essa, spaurita, si staccò da lui, divincolandosi.
Si voltò ancora a guardare in fondo della stradetta.—Non c'era nessuno! Allora tornò ad infilare la manina piccola, dalle unghiette che punzecchiavano sempre, sotto il braccio di Pietro, e di nuovo si appoggiò a lui con tutto l'abbandono.
—Hai scritto a Milano che resti qui?
—Non è possibile, cara: mi aspettano al giornale.