—Questo poi no!—E subito apparì e disparve, fu un attimo, la piccola ruga in mezzo alla fronte. Ma Nora tornò subito a placarsi ed esclamò con un'alzata di spalle:
—Tutte ragioni e parole inutili! Io non ti lascio partire; non voglio! Al resto pensaci tu!—E cambiò discorso ridendo, cantando, deliziandosi in quella dolce frescura, sotto l'ombra quieta e solitaria, fermandosi qua e là per raccogliere i piccoli fiorellini fra l'erba umida, rigogliosa della riva, inginocchiandosi sulla sponda, sorretta, tenuta da Pietro, per bere nel cavo della mano, come da una conchiglia rosea, l'acqua chiara, limpida, gorgogliante del rigagnolo. Poi, ad un tratto, esclamò con un piccolo grido di gioia:
—Eccola! Eccola!—La madonnina!… Sapevo che c'era!
E corse via dal Laner: corse a sedersi sotto una piccola cappelletta, diroccata, che al di là della riva, un po' innanzi nel prato, rimaneva nascosta dalla siepe alta. Quella cappelletta era chiamata dai contadini la Madonna del Sole.
—Non la vedevo più!… Credevo di essermi sbagliata!—e si chiamò il Laner vicino, mentre gli faceva posto, restringendosi, allungandosi nelle sottane rumorose e fragranti di mussolina bianca e di seta.
—Vieni qui!
Nora si era seduta sul piccolo inginocchiatoio di pietra voltando le spalle all'altare.
—Vieni qui!—E stese le mani, prendendo le mani di Pietro, intrecciando le dita, facendo forza per attirarlo a sè, dimenandosi mollemente:
—Vieni qui!
Pietro, fissando l'immagine stinta, scrostata dell'altare, esitava….
Era rispetto?… Era timore?