Era affannato da una paura strana, sciocca, irragionevole, quasi fantastica. Aveva paura delle imprudenze di Nora, di tutto ciò che Evelina avrebbe fatto per vendicarsi, della collera terribile del duca. Ma quando, coll'immaginazione, si trovò faccia a faccia dinanzi al duca, allora si fermò, si calmò, scemarono le ansie e i rimorsi.
—Oh, infine!… Dente per dente, signor duca! Nora era la mia fidanzata! Era la mia sposa! È stato lei a volermela portar via!… A noi due se vuole: e quando vuole!
Pietro sorrise fieramente: con un colpo della mano si aggiustò il cappello a cencio, poi non pensò più altro che a Nora e alla gioia d'averla, ed entrò nell'ufficio della posta, zufolando.
Nell'Italia, come la signora Laner aveva preveduto, c'era appunto un fierissimo articolo contro tutta la Cisalpina, i suoi amministratori, i suoi fautori: contro il Ministro dei Lavori pubblici "che si era recato a Primarole come Arrigo IV a Canossa, umile e colla testa nel sacco, a placare, a propiziarsi i pontefici massimi dell'estrema sinistra: contro gli onorevoli Bonforti e Ghirlanda, che messi puerilmente in apprensione da certe inabili manovre elettorali, venivano a patti e firmavano compromessi PERSINO con un signor Matteo Cantasirena!" Ma l'attacco più fiero, più sanguinoso era diretto, quantunque l'Italia non lo nominasse, contro il duca di Casalbara:
"Una vecchia insegna ritinta: una delle più goffe cariatidi del patriottismo d'occasione, di parata, di mestiere! Un martire sfruttatore del martirio altrui! Un eroe da restaurant, da camere ammobiliate, che a furia di alterigia e di prosopopea era riuscito a conservare durante una lunga vita, tutta spesa fra i bagordi e le ba….gorde, una popolarità presa a nolo durante le baldorie del cinquantanove e del sessanta, e che adesso ancora gli riusciva di sfruttare, al tanto per cento, nelle carnevalate della Cisalpina."
—È il Kloss!—mormorò Evelina, appena ebbe finito di leggere l'articolo.
—È il Kloss! È il Kloss!—rispose Nora furente, rossa di collera.
Tutt'e due avevano scoperto il boemo nell'ispiratore dell'articolo, dalla violenza brutale dell'attacco e più ancora da quella parola carnevalata.
Ma l'Italia non fu altro che un preludio, una prima squilla: ogni giorno capitava un dispaccio: sopprimete il Mattino: sopprimete il Radicale: sopprimete la Gazzetta Lombarda: sopprimete il Moderatore: sopprimete la Durlindana.
Matteo Cantasirena aveva paura che il Casalbara, leggendo qualcuno di quegli articoli, infuriandosi, perdesse la testa…. e mandasse le sue dimissioni da presidente della Cisalpina, e perciò telegrafava, continuava a telegrafare: gli avrebbe soppressa anche l'aria.