L'altra, senza esser vista dal Laner, che intento ai fiori le voltava le spalle, si soffiò adagio sul palmo della mano, come aveva fatto prima colla signorina Nora.

—Voi, Pietro,—esclamò vivamente Cantasirena:—Datemi degli spiccioli, della moneta! Non ho avuto tempo di passare dal mio amministratore.

Il povero giovane si sentì venire i sudori freddi. Lasciò il mazzo sul tavolo e gli corse vicino, balbettando colle labbra pallide, tremanti e colle lacrime nella gola:—Non ho più niente! Ho la padrona…. l'affitto, tutto da pagare, e non ho più niente! Non ho più che questo!—E quasi a testimoniare le sue angustie, la sua miseria, si levò dal taschino il biglietto sudicio, ripiegato:—Non ho più altro che dieci lire!—Cantasirena glielo prese al volo, colle dita rapide come la linguetta del rospo.

—Eh, credete che ce ne vogliano cento per pagare il brum?… Prendi,
Gioconda; gli dai due lire colla mancia.

E la Gioconda, intascate le dieci lire, se la svignò con insolita prestezza.

—Voi,—disse Cantasirena a Pietro Laner,—aspettatemi pure. Vado un momento dal Brunetti; poi vi darò due righe per il Bizzarelli—fece per andarsene; l'altro l'afferrò per un braccio.

—Che Bizzarelli! Che amministratore! Ma vuol darla ad intendere anche a me? Il povero Bizzarelli è un suo creditore come gli altri! Lei lo ha rovinato come gli altri!

—Diventate matto?—esclamò Cantasirena. Così, all'improvviso, era rimasto spaventato dal pallore, dagli occhi torvi, dalla collera di Pietro Laner; ma riprese subito il sopravvento, e divincolandosi con forza, riuscì a sciogliersi dalla stretta e a buttare Pietro Laner due o tre passi lontano.

—Osate mancarmi di rispetto?… Badate a voi! Sarà la mia Eleonora, lei stessa, che vi scaccerà da questa casa!… Malcreato!—e soffiando e sbuffando, maestoso nel suo sdegno, nel suo disprezzo, Matteo Cantasirena voltò le spalle al povero diavolo rimasto come annichilito, spaventato, andò nello studio a raggiungere il Brunetti, e gli comparve dinanzi sorridente e più espansivo che mai.

—Caro amico, da un grande dolore, una grande idea!—e siccome l'altro, stizzito, voleva interromperlo, voleva dirgli prima il fatto suo, gl'impose di tacere scotendo le due mani aperte, con una gravità solenne e misteriosa.