Matteo Cantasirena allora le spiegò diffusamente, con ogni particolare quella semplice e transitoria operazione di spostamento.
Per l'urgente necessità di avere il Casalbara alla presidenza, per rimediare ad altri pasticci sociali…. e personali, Matteo Cantasirena, che credeva davvero la Cisalpina una maravigliosa fabbrica di milioni e immaginava quasi in buona fede di esserne il proprietario, aveva indotto il Fontanella ad intestare "per il momento" alla duchessa di Casalbara i vastissimi latifondi di Camposelice nel Cremonese, e appena le terre figurarono quale proprietà dei Casalbara, Cantasirena si procurò, su quei beni, a nome della duchessa, un prestito d'oltre trecentomila lire e divise la somma con Nora e col Fontanella, attendendo il momento di rimettere a suo posto il capitale…. fluttuante coi primi lucri della Cisalpina. Ma adesso la minacciata sospensione dei lavori, la probabile liquidazione della Società, la presentazione dei bilanci indetta per l'assemblea, erano la rivelazione di ogni cosa, la rovina, il disonore, lo scandalo…. il processo.
—Sicuro, un processo,—concluse Matteo mestamente,—un processo con tutta la sua volgare teatralità! Al giorno d'oggi, figliuola mia, in che mai si può sperare? Smarrito ogni grande, ogni alto ideale, non c'è più rispetto, non c'è più gratitudine per nessuno!
A questo punto ebbe un nuovo impeto di sdegno e balzando in piedi, pestando i piedi esclamò:—No per Dio! Non valeva la pena di far l'Italia, quando chi l'ha fatta deve fallire!
Nora non gli badava più: aveva capito questo: che si era compromessa, che le centocinquemila lire occorrevano assolutamente, subito, o anch'essa sarebbe stata travolta negli scandali, nei disastri della Cisalpina, e questa volta rovinata interamente, irreparabilmente, rumorosamente.
Bisognava trovare le centocinquemila lire: a questo pensava Nora, a nient'altro.
—Come trovarle?… Dove trovarle?… E subito!… E subito!
Era presso alla finestra: Pietro nel giardino, si aggirava inquieto: aveva visto il direttore imbronciato e temeva che avesse tutto scoperto, temeva che il loro amore e le loro imprudenze fossero la causa di quella collera, l'argomento di quel colloquio che non finiva mai.
—Come trovarle?… Dove trovarle?
E la vista del Laner accresceva l'orgasmo, la smania di Nora, la sua smania di correre subito a Milano, di trovarle subito, e tornare a Casalbara ancora con Pietro…. più felice dopo quei due o tre giorni di ansietà, di angosce, nei quali non lo voleva vicino, perchè le sarebbe stato d'impaccio…. Oppure, appena trovate le centocinquemila lire, telegrafare a Pietro, farlo venire a Milano, rimanere con lui, loro due soli, tutta una settimana, giorno e notte!—Ma adesso, no, non bisognava dirgli nulla!—E per non vederlo, per dimenticarlo, si allontanò dalla finestra.—Dopo, dopo, di nuovo, tutta per lui: ma adesso non bisognava pensarci: adesso bisognava trovare i danari.