Al signor Galli uscì dalla gola un suono inarticolato: una parola strozzata che parve un singulto. Lo aveva già pensato, lo pensava anch'egli con una certezza tormentosa. Era per lei! Era per lei! Era lei che egli voleva!
—Signora duchessa…. signora duchessa…. si guardi da quell'uomo,—e soggiunse, giungendo le mani,—se ne guardi per carità! Per carità! Per amor di Dio!
Nora indovinò; indovinò, lesse nell'occhio cerulo e buono l'ingenuo terrore, l'orrore, le ansie più profonde, più nascoste, tutto il turbamento di quell'anima, di quell'uomo.
—Sì! Sì!—bisbigliò torcendosi le mani nervosamente, con un atto che esprimeva lo spasimo, lo strazio più atroce, il ribrezzo, e insieme una desolata attitudine di vinta:—Sì! Sì! Il Kloss! Non lo fa soltanto per vendicarsi degli altri!… Non lo fa contro gli altri! È per me! È per me!
Il signor Galli trasalì: alzò i pugni chiusi con un atto terribile di minaccia.
Nora ebbe un nuovo scoppio di lacrime: ma questa volta non erano più le lacrime, non era il dolore della bambina. Era la disperazione della donna.
—Oh, lei! lei!—esclamò, nascondendosi gli occhi, il viso colle mani, con un senso di orrore.—Lei! lei! Lo avrà aiutato anche lei, quell'uomo!…
—Io?!—urlò il signor Ambrogio, ansante, con uno schianto, e ancora coi pugni chiusi, formidabili, e si rizzò più alto, più pallido, più terribile.—Io?!…
Nora, spaventata, chinò il capo, si scostò istintivamente.
—Senza nessuna sua colpa! Senza saperlo!… Lo ha aiutato quell'uomo quando mi ha dato il consiglio…. mi ha spinta…. a rivolgermi…. a ricorrere a…. al Cantasirena. Perchè non mi ha consigliato ciò che veramente avrei dovuto fare? Che mi avrebbe salvata? Salvata! Perchè non mi ha consigliata, non mi ha costretta ad accettare le proposte del signor Vigliani, i consigli del Vigliani? Se me lo avesse detto lei, oh, da lei avrei tutto accettato! Tutto, tutto!—E sarei salva!