Il Casalbara, ormai, aveva chiaro anche il sospetto: il collirio di atropina che gli faceva bruciar gli occhi per un paio d'ore, il regime rigoroso di vita che gli era imposto dal dottor Foresti, la continua sorveglianza e la segregazione assoluta, celavano ben altro scopo, ben altro fine!… No!… non era la sua salute che premeva a quella gente…. a quella signora Laner così assidua, premurosa, così melliflua…. e così beffarda…. a quel dottor Foresti, così ossequioso, umile, servile…. e così falso…. No! Non era la sua salute, no, no, no!

E non volle più saperne delle istillazioni, non volle più prendere medicine.

Il dottor Foresti era inquieto. Non aveva ecceduto nell'ubbidire agli ordini di Matteo Cantasirena?…. Nel prevenire i desideri della duchessa?

—Attenti, signora Laner,—aveva detto il Foresti.—Il duca sospetta qualche cosa.

Gli occhi di Evelina guizzarono dietro il barbaglio delle lenti grosse, traballanti. Si avvicinava il giorno di scappare a Crodarossa!

Il Casalbara era già stato sul punto di smascherare il dottore, di smascherare la signora Laner, di costringere sua moglie a confessare;… ma la fatica stessa di dover fare e sostenere una scena così dolorosa, il timore delle conseguenze di uno scandalo, e lo sgomento di restare ancora più solo, ancora più abbandonato, di essere ancora più odiato, lo avevano reso esitante, lo avevano trattenuto…. lo avevano indotto a calmarsi, a sperare.

E poi, se si ingannava?

No…. No…. Non si ingannava. Si erano messi in lega, tutti in lega, contro di lui!

—Bisognava smascherarli tutti, smascherare sua moglie!…
Quell'infame!…

Ma la verità voleva scoprirla lui solo, da solo!