—Era stato tirato dentro nella Cisalpina! Aveva conosciuto Matteo
Cantasirena dal duca di Casalbara! Si era lasciato suggestionare!

E quel suicidio del Galli, riverberava una luce ancor più sinistra sulla Cisalpina, sui misteri della Cisalpina, sulle influenze losche, tenebrose di quella vasta associazione di malfattori che si chiamava la Cisalpina, e tutti protestavano che volevano la luce, la luce, che bisognava rischiarare, purificare l'ambiente!

Anche i giornali gridavano alto, su tutti i toni:

—Si determinassero nettamente le responsabilità!

—Si facesse un'inchiesta severa, esauriente!

Ognuno però voleva che si cominciasse in casa del vicino….

Matteo Cantasirena, il Fontanella, tutto il Consiglio d'amministrazione, non dovevano essere i capri espiatori di nessun interesse privato, di nessuna camorra.

—Il pubblico ha diritto di sapere di che genere furono le compromissioni del Bonforti e del Ghirlanda!—gridavano gli uni.—L'inchiesta non deve arrestarsi alla soglia dei palazzi prefettizi!—gridavano altri.

E altri ancora:

—E neppure deve arrestarsi dinanzi alla sagrestia e alla Curia! Fuori tutti i pasticci della fabbricceria di Castellanzo col Fontanella! Alla gogna anche i preti e i monsignori della Cisalpina!