Nora tornava a strillare, ma la Gioconda, vivamente, accennando verso l'anticamera, le fece segno di tacere.

—Perchè? Chi c'è?—domandarono le due ragazze quasi insieme.

—Un…. tirolese.

Tirolese, era il soprannome che si dava in quella casa ai creditori in generale.

Perchè?—Chi lo sa?—Nessuno forse, avrebbe saputo dirlo; ma tutti i creditori venivano chiamati a quel modo: tirolesi.

—Chi è?—domandò Evelina più curiosa che inquieta.

—È il fattorino della Faré, quel gran negozio di guanti e di cravatte!—esclamò la Gioconda coll'ammirazione che destava ancora, dopo tanto tempo, nella contadinotta della bergamasca il gran lusso di Milano.

—Non gli hai detto che lo zio è fuori?

—Sicuro, ma non importa. Ha ricevuto l'ordine di aspettarlo.

—Ma io ho fame! Ho fame!—continuava a ripetere Nora. Importava tanto a lei dei tirolesi!