—Credo…. dalla Schönfeld.
—Dalla Schönfeld?… Siamo a cavallo.
Certo, Matteo Cantasirena aveva subito pensato che quei due non avevano messi gli occhi addosso alla "sua figliuola" con le più sante intenzioni, ma non dubitava punto, ad onta delle precedenti invettive, della testolina quadra, e dello spirito accorto di Nora. E intanto c'era questo di guadagnato: il matrimonio con quel pezzente, taccagno, del Laner andava in fumo.
Per guidare, e al caso far nascere gli eventi, c'era lui, lo zio Matteo, che sarebbe stato ad occhi aperti. "Era una vera passione, irresistibile?" E allora colle figliuole, col sangue di Matteo Cantasirena non si scherza!—Era una semplice flirtation?—Il Dizionario dei "Patriotti viventi" sarebbe stato messo a disposizione del Casalbara e del Kloss… tedesco questi, ma non monta: patriotta della finanza, della fratellanza fra i due popoli e poi, come banchiere, patriotta…. internazionale!
—Ma che!—esclamò ad un tratto il Direttore, alzandosi e parlando forte, benchè parlasse soltanto a sè stesso.—Ecco il nome, il bel nome che può produrre un effetto magico!
In quel punto tornò Taddeo colla risposta del Brunetti. "Fino alle cinque era impossibile, e anche alle cinque non era sicuro."
Il Direttore corse nello studio e scrisse in fretta un terzo bigliettino.
"Finalmente, impegnando la vostra parola d'onore per il più scrupoloso silenzio, posso mettervi a parte del segreto. Vi piacerebbe il nome del senatore Giovanni di Casalbara? Oppure quello del commendatore, del banchiere Francesco Kloss?—Non dite una parola. Pensate che la più piccola imprudenza, può mandar tutto a monte. Vostro
"CANTASIRENA."
"P.S. Consegnate, sul momento, almeno duecento cinquanta lire. Non dovevate promettere "senza fallo." In tal caso io avrei già provveduto diversamente. Ora è troppo tardi. Col Casalbara e col Kloss devo trovarmi oggi stesso alle quattro e mezzo. Salute."