—A gran carriera, dal signor Brunetti!—disse a Taddeo consegnandogli la lettera:—prendi un brum: ti darò da pagarlo al ritorno.
"Il duca Giovanni di Casalbara, senatore del regno!" E già, Cantasirena, vedeva quel nome, quei titoli in alto, sul grande manifesto del Comitato; e già mentalmente, cominciava l'articolo: "Il duca Giovanni di Casalbara, uno dei nomi più fulgidi e intemerati di quel patriottico patriziato lombardo che alleato col popolo ha iniziato le rivoluzioni, ha fatto l'Italia!" E al Governo e al Prefetto avrebbe potuto far notare che la villa di Casalbara era a cavallo tra Primarole e Castellanzo, i due collegi del Bonforti rompiscatole radicale, e del Ghirlanda, rompiscatole socialista….
—E se invece era Francesco Kloss?… Bel nome anche quello del Kloss!—Il commendatore Francesco Kloss…. "Una delle personalità più spiccate, più reputate di quella onnipotente finanza tedesca, che contribuì quanto la politica di Bismark alla solidità granitica dell'Europa Centrale…."
Ma il Kloss gli accomodava molto meno del duca di Casalbara, anzi, ripensandoci, non gli accomodava affatto.
Il Kloss era un tedesco: una zucca dura e una volpe fina. Era un uomo capace di spendere centomila lire per cavarsi un capriccio…. che però ne valesse almeno duecentomila. Invece, il duca di Casalbara, era di tutt'altra pasta; era pasta assai più maneggevole. Vecchio, della vecchia razza, avrebbe sposato anche la figlia del portinaio, quando si fosse trattato di compiere un dovere.
Quel Kloss! Quel filone di Kloss, gli veniva a rompere le tasche.
Cosa voleva fare? Cosa ci entrava lui? Maledetti i tedeschi!
L'invasione tedesca era più terribile adesso che prima del 59!
—Li abbiamo cacciati dalla porta con tanti sacrifici e ci sono entrati dalla finestra, sempre per fare i loro interessi in casa nostra!—Maledetti i tedeschi!
Intanto udì un fruscìo e il battere dei piedini nell'anticamera. Spiò dall'uscio: era Nora.
Aspettò un momento, tornò ad allacciarsi i cordoni della veste, e poi entrò nella saletta, tranquillamente.
Evelina era andata alla finestra per prendere un po' d'aria e per vedere se "quell'altra" era tornata sola. Nora veniva allora direttamente dai Giardini, dopo la scena con Pietro Laner: era ancora sossopra, imbronciata, nervosa. Non voleva parlar con nessuno. Si cacciò, rannicchiandosi, in un cantuccio del canapè.