Era il rimorso? Era un sentimento di compassione, di pietà?… Passato il primo impeto dell'ira aveva sempre dinanzi agli occhi quella faccia livida, contraffatta, straziata dal dolore. Che cosa avrebbe fatto?… Piantato da lei? Senza più un soldo? Spogliato di tutto?… Oh, lo zio Matteo aveva agito molto male con Pietro Laner!

—Sei stata dalla Schönfeld?—le domandò dopo un momento Cantasirena.

—Sì.—E la fanciulla seccata, imbronciata, non volendo più parlar con nessuno, si ritirò, si rannicchiò ancora di più nel suo cantuccio.

—Hai visto Pietro Laner?

Nora rispose con un'alzata di spalle, e perchè capissero di lasciarla in pace, prese dispettosamente un libro ch'era lì vicino e finse di leggere.

—Hai visto Pietro Laner?—tornò a domandare lo zio Matteo.

—No….—Sì.

—No, sì,—esclamò Cantasirena ridendo.—Ce n'è per tutti i gusti!

Evelina se ne andò passo passo: voleva lasciar solo lo zio con "quell'altra".

Mentre Evelina usciva, entrava Numa chetamente. Vedendo Cantasirena il gatto si fermò, non si arrischiò di venire avanti. Rimase sotto la seggiola attento, cogli occhi fissi che luccicavano.