Faceva colazione al caffè, mandava alla cuoca delle sporte di roba per il pranzo e poi non ci veniva nemmeno, senza avvertire, e nessuno lo aspettava.

Ne' suoi bei momenti di gloria e di quattrini, aveva la casa piena di gente: commilitoni, genii, patriotti, tenori, deputati…. e sopratutto parenti: quando aveva quattrini gli capitavano parenti da tutte le quattro parti. Cantasirena li accoglieva sempre a braccia aperte e apriva loro anche la borsa. Si commoveva, pieno di contentezza nel rivederli, anche quando non li aveva mai visti; poi, quando tornavano i giorni della bancarotta e se ne andavano tutti com'erano venuti, Matteo Cantasirena, per il primo, non se ne ricordava più.

Quelle due ragazze, Evelina e Nora, gli erano state portate in casa, piccine, bambine ancora; poi nessuno si era più ricordato di venirle a riprendere e così vi erano rimaste, erano cresciute ed erano diventate "le sue care figliuole"; e per questo lo chiamavano zio, e tutti le credevano due sorelle, mentre forse non erano nemmeno cugine.

Eppure, preso alle strette, avrebbe potuto giurare che non erano proprio sue figlie?…—Aveva avuto moglie?

Una vera moglie, legittima, forse no. Ma fra tutte quelle donne di ogni classe e di ogni razza colle quali era stato legato in quella sua lunga vita, cominciata quando ancora era quasi fanciullo, avrebbe potuto giurare che non ci fosse stata anche la madre di Nora e di Evelina?… Dell'una o dell'altra, almeno, se non di tutte due?

Ma Cantasirena non ci pensava, e anche pensandoci, non se ne sarebbe ricordato. Forse non avrebbe saputo dire, con sicurezza, nemmeno dov'era nato. A Torino, quando aveva fondato la Dogaressa, pareva un veneto; poi, entrato con Vittorio Emanuele a Venezia, per fondarvi il Bersagliere, lo credevano un piemontese. Adesso, a Milano, si riscaldava contro l'invasione dei giornalisti esotici: dunque avrebbe dovuto essere milanese o almeno lombardo….

E anche il suo nome?… Anche quel nome: Cantasirena? Era il suo vero nome?… O non era piuttosto l'antica firma, il pseudonimo del suo primo articolo, della sua prima battaglia, de' suoi primi successi, e che rimasto nella voga popolare, era poi rimasto anche a lui, definitivamente?…

Chi lo sa!

La sua vera vita era stata la vita pubblica; il suo passato, il passato storico della nuova Italia; e invece degli anni egli contava il numero dei ministeri!

E adesso che aveva i cinquanta, e forse i sessanta, dopo tanto fare, disfare, rifare, dopo aver guadagnato e aver speso milioni, Matteo Cantasirena era ancora tal e quale, per tornar da capo: allo stesso punto come quando aveva cominciato: pieno di salute e di speranze.