Il Casalbara era rimasto palpitante, tremolante: il suo cuore tornava a battere forte come i primi anni, a Torino, quando il martire giovinetto, biondo ed esile, passeggiava melanconicamente sotto i portici di Po.

Quella ragazza così fiorente e bianca e rosea nel candor verginale, quella bellissima fanciulla bionda che lo guardava arrossendo, timidamente, e che timidamente arrossendo, pareva innamorarsi, gli recava tra mezzo i brividi occulti della passione, gli incanti più dolci e più soavi…. come un vago risveglio, un rifiorir gentile, come l'aura tepida, olezzante che annunzia il ritorno di una nuova primavera.

Il Casalbara perdeva il giudizio e il riserbo. E quel primo giorno che si trovò colla Nora in casa della Schönfeld, quando sopravvenne Pietro Laner a guastare la festa, egli ebbe un impeto di furietta gelosa; la gelosia astiosa, rabbiosa, tormentosa dei vecchi contro un amante giovane.

—Se non fate presto—brontolò il Kloss, vedendolo imbronciato, coi baffi irti, i ricciolini scomposti, e la pelle diventata grinzosa e livida sotto la pomata,—se non fate presto, quel montanaro dalle spalle quatre ve la porta fia!

—È il mio martirio!… la mia tortura!—esclamò il Casalbara, dolorando e colla voce stridula.—"Ma santo Iddio, come si fa quando per disgrazia è una ragazza onesta!… È la prima volta che…. mi capita!… Proprio quella lì!… Col mio nome…. nella mia condizione…. non posso farla duchessa!…

—"Io le mettessi in ordine una palazzetta magnifica. Io le comperassi una vittoria. Io avessi la più bella donna di tutta Italia!"—E aggiunse con malizia che le giovanette inesperte s'innamorano facilmente dell'eleganza, della dolcezza, dei pei parolett, dei pei regalitt, degli uomini maturi, stagionati, ma bisogna approfittarne finchè sono…. in tell'error.

—Ma…. il padre…. suo zio, quello che è?…

Poco mal: la patrona è la racazza! Contenta lei, tutti contenti. Io parlassi con lei, diretto, domani, subito.

Il giorno dopo, ritornarono dalla Schönfeld, e, naturalmente, si trovarono con Nora: essa portava le violette regalatele dal Casalbara il giorno innanzi.

Il Kloss cominciò a ridere, a scherzare colla Schönfeld, un donnone rumoroso e traballante, dal petto enorme. La Schönfeld era piena di debiti, e contava un poco sul Kloss e molto sul Casalbara per poterli pagare; contava moltissimo anche sulle raccomandazioni del cavalier Cantasirena, per essere scritturata da un impresario dell'America.