Ormai ci sono, e non scappano più!

— Benissimo!... Sì! alle tre e cinquanta!... — Benissimo!... — Il signor Trüb, distrattamente, si è tirato gli occhiali sul naso per sentir meglio, la sua voce si è fatta più graziosa e, ascoltando e rispondendo, continua a fare inchini, come se lì, al posto del telefono, fossero schierati i Moncavallo e i D'Orea, tutti gli otto signori e i dieci servitori.

.... — Al restaurant?... — Benissimo!

.... — Alle sette?... — Benissimo! Grazie! Profondi rispetti! Grazie!

Driiin!

La comunicazione è tolta e il signor Trüb corre a sonare alla tabella dei campanelli elettrici, vicino alla scrivania. Chiama il segretario, il portiere, il direttore dell'albergo, il capo cameriere del restaurant e dà tutti gli ordini necessari, con grandi raccomandazioni e con un certo tono di solennità.

— Il pranzo alle sette. E rispondere che al quarto piano, non c'è più posto. Le persone di servizio, tutte al terzo. È assai più comodo per i padroni e si può far pagare doppia pensione. È gente che non bada a spendere! Sono due famiglie di primissimo ordine! Basta servirle bene!

Il biondo e rubicondo signor Trüb è gongolante. Egli s'infischia adesso del tempo ladro e anche delle saette! Ormai ci sono e non scappano più!

— Finchè piove vorranno certo fermarsi, per aspettare il sereno!