Remigia lo guarda: gli occhi cerulei diventano dolcissimi.
— Vi piace dirmi piccola?
— Sì; tanto!
Ella continua a guardarlo e a sorridere:
— Allora così sia!... Ditemi pïccola quanto volete!
Il pubblico, alle prime lezioni di tennis, date dalla duchessina Moncavallo a Sua Eccellenza D'Orea, è piuttosto scarso. Anzi, oltre i giuocatori, c'è solo, puntualissimo, Marco Danova, il quale fa la corte nello stesso tempo e quasi nello stesso modo, a Giacomo per interesse e a Remigia per amore; e c'è il signor Trüb!... Trattandosi di rendere omaggio al primo ministro del regno d'Italia, il «bettoliere lustrascarpe» guida lui stesso trafelato e sudante, in abito nero e con gli occhiali sulla fronte, il servizio dei raccattapalle.
Poco numeroso, ma, in compenso, pubblico entusiasta! Se al D'Orea curvo, non bene in gambe — tiene la racchetta come un tamburello, — riesce una volta di pigliare la palla e di ribatterla facendo fallo, il barone e l'albergatore battono le mani strepitosamente.
— Evviva, onorevole!... Bravissimo!
— Benissimo, Eccellenza!