— Avete sentito anche voi?

— Che cosa?

— Il pesce, stamattina, a colazione? Quelle conchiglie di trota cadaverica, alla maionese! Che puzzo! Peuh! Ci vorrebbe una legge, una commissione igienica! Dovrebbe essere proibitissimo!

Oppure:

— Datemi una precisa informazione, caro onorevole. Vi garantisco discrezione a tutta prova! Io ho conosciuto a Villa d'Este la contessa Alinelli, appunto di Bologna. È vedova, proprio davvero?...

E un altro giorno:

— Caro commendatore, io ho assoluto bisogno di una vostra raccomandazione per il capo traffico della Mediterranea. Da otto ciorni mi è stata spedita una scatola di pik-nik da San Remo e non l'ho ancora ricevuta!

Mentre parla con l'onorevole e lo tiene fermo sotto l'atrio, fra lei e il muro, missis Eyre che sente crescere da quei lunghi colloqui la propria importanza, guarda in giro, soddisfatta, gli ospiti della Tête-pointue e, insieme, lancia occhiate di sprezzo al bettoliere e a quella ragazza così pestifera con l'aria di voler ben significare all'uno e all'altra:

— Con questo signore qui, che ormai tengo in mio potere, vi farò mettere ciudizio!

Il signor Trüb, qualche inchino di più, qualche notizia meteorologica, passando via senza fermarsi, per timore di rimaner preso, e del resto se ne infischia. Remigia, prima ne ride con Mimì, con Mademoiselle, con Totò, e con tutta la sua corte, poi di colpo s'impermalisce, si arrabbia, piglia Giacomo a quattr'occhi, e si fa sentire: