Poligrafia Italiana (Soc. An.), Milano, Via Stella, 9.


PARTE PRIMA.

I.

Piove. Il biondo e rubicondo signor Trüb, seniore, il socio gerente della Tête-pointue a Villars-Ollon, attraversa frettoloso, con i soliti inchini, sgambetti e saltetti, l'atrio oscuro e basso dell'albergo, in quell'ora mattutina già brulicante di forestieri; si ferma sul portone, alza gli occhi verso il cielo bigio... poi si avanza fin a mezzo all'alta terrazza, stendendo le mani aperte: piove.

— Tempo ladro!

Il signor Trüb si tira giù con due dita e si ferma sul naso gli occhiali d'oro, che porta in mezzo alla fronte, e continua, borbottando, le osservazioni meteorologiche.

— Acqua!... Presto!... A catinelle!

Infatti le tre punte della Dent du Midi sono coperte da un'enorme cappa di piombo e il dorso della grande montagna nera e rocciosa è sparso, qua e là, di bianchi nuvoloni che si rincorrono spinti dal vento, si allungano, si assottigliano, sembrano quasi dileguarsi; ma poi ritornano e si riallacciano accavallandosi, più densi e più gonfi.

— Tempo ladro! Ti domandavo un po' di sole, soltanto per oggi e per domani!