Le votazioni si seguono, il ministero è sempre in maggioranza, ma ciò non altera le «recentissime» dei Machiavelli di casa D'Orea. E i più autorevoli personaggi, compreso il signor Zaccarella, precisano anche la data, in cui il morituro morirà.
Donna Remigia vuol parer calma, se non indifferente, ma è sempre in giro con la carrozza, sempre in visite e più espansiva, amabile, più alla mano con tutti. Gli sportsmen, intanto, passano in seconda linea, e gli uomini politici hanno il sopravvento.
— Presto, dunque... a Roma? — è il saluto che vien rivolto, in generale, alla Sovrana di Versailles. Dacchè, secondo le sue gazzette, il Ministero pencola, donna Remigia va più spesso a Bologna a confessarsi, e a Bologna il saluto e l'augurio: — Presto, dunque... a Roma? — glielo fa anche l'arcivescovo, di cui è la penitente, sebbene con una leggera punta d'ironia, per non compromettere il non expedit. — Dunque a Roma, donna Remigia, illustrissima! Alla famosa capitale! — grida con il suo bel vocione da Tedeum, quando s'incontrano dopo la messa, l'arciprete di Pontereno, di cui ella è la generosa protettrice.
L'avvocato Ciro Berlendis, consigliere comunale, consigliere provinciale, grande elettore, grande fondatore di giornali con i danari degli altri, è invitato a pranzo a Versailles, non soltanto la domenica, ma adesso anche il giovedì.
— A Giugno, sicurissimo, si fa casa nova! — esclama soffiando, gonfiandosi le gote, prima di mettersi a tavola. — Questa volta, duchessa Remigia, tocca a lei: se l'onorevole D'Orea, volesse fare ancora l'ostinato, da brava, una tiratina d'orecchi!
E il conte Narciso Gambara, vice-presidente del circolo monarchico, innamorato un giorno sì e l'altro no, a vicenda, della regina e della dama d'onore, e il cavalier Marco Bragotto portabandiera dei Nuovi Veterani di S. M., e autore di versi patriottici a rime obbligate, che parole mormorano, sospirando, tenendole stretta la mano?... — Queste:
— Ah!... Siamo alla vigilia di perderla, duchessa Remigia!
Persino il colonnello Baldassare De' Taddei!.... Messo da un anno e mezzo a riposo, con la scusa dei limiti d'età, mentre si sente ancora così giovane e forte... di stomaco, da divorare l'Italia in un boccone, tanto è il suo dispetto di averla fatta per uso e consumo di quei camorristi dello Stato Maggiore, lo stesso colonnello Baldassare De' Taddei, che giura e spergiura di non aprir più bocca a proposito di politica, perchè quella che si fa da un anno e mezzo in Italia, è una schifezza, esclama digrignando gli occhi, — denti non ne ha più:
— È ora di finirla!... Allons! Marche, la camorra!... Piazza pulita!
Il Maggio infocato più del Giugno da un sole che brucia fino alle nove di sera, volge intanto alla fine con una nitida e immota serenità di cielo... Ma è laggiù, nelle Puglie, che si addensano grossi nuvoloni di scioperi e mugge il temporale. A buttar giù davvero il Ministero, a Roma, a Montecitorio, non ci pensa ancora nessuno. È proprio lo stesso Ministero che si butta giù da sè... per voler stare troppo ben su!